Film | Crediti

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:: 4>9 03 03: day seven ::

“Il placido sorriso dell'amor” o delle prove e della messa in scena dell’opera “La traviata” di G. Verdi.

L’aiuto regista cercò di spiegarmi il suo problema non senza imbarazzi: aveva appena conosciuto una ragazza che sembrava proprio il massimo: intelligente, carina, brillante. Purtroppo non aveva mai ascoltato un’Opera in vita sua. E poi c’era il festival di San Remo in contemporanea. Uno scontro tra il nuovo e l’antico, il molto antico, il troppo antico che sembrava senza storia futura. Insomma, mi stava spiegando come sarebbe stato sconsiderato allontanarsi per una settimana dalla Donna Fatale dicendole che andava a registrare La Traviata di Verdi. Pensai a una frase storica da regalare in queste occasioni per togliere con stile dalle peste il mio amico, ma non la trovai. Gli chiesi soltanto di varcare la soglia del nostro teatro ancora una volta e di cercare di immaginarsi Violetta e Alfredo circondati da un mare di camelie.
L’orchestra stava già provando nel buio del golfo mistico. I cantanti poi fecero la loro parte…

La sera della prima l’aiuto regista mi indicò, da dietro il sipario, la Donna del Destino seduta in terza fila. Aveva un’Aria Spaurita, come quando si sta seduti sulla poltrona del dentista. Gli consigliai di portarla in “Sala Macchine” a vedere ciò che non si può vedere. A incontrare chi di solito si ammira da lontano. A gustarsi la fatica degli artisti per un effimero momento di Gloria.

Non c’è stato il tempo, alla fine, di capire che impressione ne avesse tratto. Ho visto lei e l’aiuto regista allontanarsi nella notte Abbracciati. Lei gli aveva rivolto un sorriso.
Alexthecat

***

Il traffico sentimentale, la guerra, il tempo che scorre inesorabile, il vicino di casa con l’affabilità di G.W.Bush, il male di vivere, i sentimenti compressi, gli infiniti compromessi, la solitudine, il rovello e l’insostenibile leggerezza dell’essere… e poi una luce, anzi no un antro, un’oscura tana dove potrebbe riposare acciambellato un drago, come a dire: un teatro. Caldo, nonostante il riscaldamento spento, protettivo, nonostante i buchi sul tetto, riposante, nonostante il sudore sulla fronte.
Solo così posso spiegare l’assembramento costante di queste persone e il loro apparentemente insensato lavorio. Un equipaggio di un anarchico vascello ha fondato un’oasi ribelle nella foresta di cemento di questa città. Tutti hanno un’aria molto soddisfatta quando varcano la soglia di quest’isola felice.
Natalie

***

Sono stata a vedere le prove de La traviata l’altra sera. Appena entrata mi sono accorta che il teatro era affollato di presenze; voi le chiamereste spiriti. Io posso vederli perché, nonostante l’aspetto, sono molto giovane. Un tempo tutti voi li avete visti, ma non ve li ricordate. Ma basta osservare i bambini per accorgersi di quanto siano giocherelloni gli spiriti.
L’altra sera, dicevo, a teatro c’era un grosso grillo talpa, lo spirito dei prati che fino a poco tempo fa circondavano questo luogo. Una famiglia di rospi giganti e una coppia di gamberi d’acqua dolce si godevano la scena appresso a un germano reale, lo spirito del naviglio. Questi mi ha rivelato un episodio buffo accaduto al nostro regista a capodanno. Stava filmando nottetempo il naviglio da vicino per cogliere meglio i riflessi delle luci sull’acqua, quando un movimento maldestro gli faceva precipitare gli occhiali nel nero corso d’acqua. Fu il nostro spirito a farglieli ritrovare il mattino dopo, puliti come non lo erano mai stati. Altrimenti come poteva continuare a filmare?
Ma il teatro ribolliva di altre decine di ombre che descrivervi non saprei. Alcuni correvano tra le gambe dei musicisti, altri stavano abbracciati ai cantanti imitandone le movenze, qualcuno addirittura si arrampicava sui violoncelli, suonandone inopinatamente le corde… e allora bisognava ricominciare il pezzo sotto lo sguardo severo del direttore. E applausi e grida di approvazione giungevano da questi spiriti melomani ad ogni aria e che l’aria del mattino si porterà via.
Chiara

 


Day seven - Il placido sorriso dell'amor
(3’ 26”)


Riprese:
alexthecat
Riprese audio:
Elisabetta, Sara
Montaggio:
alexthecat
Musiche tratte da:
"La traviata " di Giuseppe Verdi.
Orchestra da Camera
Giorgio Strehler
Direttore: Diego Crovetti